Esame moto, la prova fantasma

Procedure poco chiare sulla rilevazione della velocitÓ



pista esame moto
Pista esame moto munita di rilevatore di velocitÓ

L'entrata in vigore, il 19/01/2013, della direttiva 2006/126/CE ha portato, tra le tante novitÓ in fatto di patenti di guida, anche ad una nuova prova d'esame per gli aspiranti al conseguimento delle patenti A. Tale prova, delineata nella configurazione minima dalla direttiva, Ŕ stata chiarita dal Ministero dei Trasporti tramite il Decreto Ministeriale 08/01/2013. Due prove a bassa velocitÓ, due a velocitÓ pi¨ elevata, di cui una ad almeno 30 km/h e una volta a schivare un ostacolo ad almeno 50 km/h e due prove di frenata, di cui una alla velocitÓ di almeno 50 km/h. Bene, il Ministero si adegua alla normativa europea. La circolare 2612 del 29/01/2013, anticipando un decreto (che uscirÓ poi a giugno, tra l'altro), disponeva, oltre a specificare le condizioni minime di sicurezza dei circuiti, la riduzione delle velocitÓ da 50 a 30 km/h (per lo schivamento dell'ostacolo e per la frenata d'emergenza), in attesa della verifica dell'idoneitÓ delle aree giÓ adibite alle prove d'esame.

Fino a questo punto, non si Ŕ mai parlato per˛ del tema cruciale e fondamentale per dare un senso a tale prova: come deve essere verificata la velocitÓ minima stabilita nelle prove ? Possibile che il ministero abbia omesso di chiarire come deve essere fatta tale misurazione ? Si rimane in attesa. Intanto le DGT (Direzioni Generali Territoriali) si muovono ognuna per conto loro. Quella del centro-nord, ad esempio, a marzo stabilisce l'uso del rilevatore di velocitÓ (sul tipo dei segnalatori di velocitÓ usati sulle strade), al nord-ovest si parla di cronometro... insomma ci si arrangia come si pu˛.

Il decreto dirigenziale del 20/05/2013 sembra chiarire una volta per tutte la situazione: Art. 2 comma 2. Nelle aree destinate all'effettuazione dei percorsi di prova devono essere presenti rilevatori di velocitÓ, conformi alle prescrizioni tecniche individuate dalla Direzione Generale per la Motorizzazione. Bene, peccato che poi, nelle disposizioni transitorie finali, si legge: Fino alla piena realizzazione delle disposizioni di cui all'art. 2, comma 2, il valore della velocitÓ, qualora rilevi ai fini della prova, e' calcolato sulla base delle competenze professionali degli esaminatori. Ossia, per semplificare, quando la prova sarÓ a regime (quando ?) ci saranno i rilevatori di velocitÓ, in attesa ci si attiene al sesto senso degli esaminatori.

Pare di capire, quindi, che si navighi a vista. Il Ministero dei Trasporti ha lasciato carta bianca ad ogni UMC di arrangiarsi come crede. Si Ŕ parlato anche, come prima soluzione temporanea, di usare un cronometro. Soluzione tampone fino a un certo punto (utilizzabile per il corridoio) ma inefficace per le due prove da 50 km/h, ridotte a 30 km/h, che devono rilevare solo la velocitÓ di punta. Anche perchŔ, se non viene stabilito un tempo di percorrenza massimo per ciascun percorso, uguale per tutti, l'uso del cronometro pu˛ solo dare adito a contestazioni. Insomma, viene proprio la voglia di urlare "ARIDATECE L'OTTO!!!"

09/07/2013