Esami patentino rinviati a data da destinarsi

Per ora si parla del 31 marzo 2011, salvo ulteriore decreto



giulio tremonti

Come oramai da prassi consolidata, le feste di fine anno portano, oltre ai regali, anche il famoso decreto legge soprannominato "Milleproroghe", decreto che, come suggerisce il soprannome affibbiatogli, rinvia o proroga termini di scadenza. Le motivazioni che portano solitamente a partorire tale decreto di solito sono ritardi dell'amministrazione o difficoltà di aziende o cittadini ad adeguarsi in tempo alle incombenze. Insomma, siamo sempre in ritardo. Tra le voci circolate, perchè nessuno ha visto il decreto al momento del varo, il 22 dicembre, c'era anche quella dello spostamento al 1 ottobre 2011 della prova pratica per l'esame del patentino. Ora che il decreto legge (225 del 29/12/2010) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29/12/2010, siamo andati a verificare quello che il consiglio dei ministri ha deciso.

All'art. 1 (Proroghe non onerose di termini in scadenza) si dice che tutte le scadenze in data anteriore al 15/03/2011 (quindi anche la data del 19/01/2011 dell'esame del patentino, come si evince consultando l'allegato 1) sono prorogate fino al 31/03/2011. Con ulteriore decreto legge, le date del 31/03 potranno essere rinviate al 31/12/2011 (ma questo non è, chiaramente, automatico per tutte). Insomma, in soldoni, non hanno deciso un bel niente, prendondosi ulteriori tre mesi di tempo per vedere il da farsi.

La motivazione per cui anche il patentino è finito nel calderone, probabilmente, è stata per l'opposizione che alcune associazioni hanno fatto nei confronti del decreto ministeriale che avrebbe dovuto regolare l'esecuzione del comma 11-bis dell'art. 116 cds. Tali pressioni, vista la sequenza dei fatti, hanno dato spunto al ministero dei trasporti a prendersi qualche mese in più per riflettere. Non che ci sia nulla di male, anzi, meglio farlo bene piuttosto che tirarlo fuori nella fretta. Quello che però fa specie è vedere la differenza tra un parto di una legge (con atti parlamentari pubblici) e quello di un decreto che nasce, cresce, si modifica e forse muore tra le stanze del palazzo. Senza neanche sapere chi è il mandante.

(30/12/2010)