Aumenti in vista per cambiare l'auto

Grazie al federalismo regionale, rincari dal 100 al 600% dell'imposta provinciale di trascrizione.



aumento ipt

Il decreto lasciava poche speranze, lo slogan "non metteremo le mani nelle tasche degli italiani" si è dimostrato il solito gioco delle tre carte. Il decreto sul federalismo regionale prevede in pratica l'abolizione dell'Ipt fissa (imposta provinciale di trascrizione) per i soggetti a partita iva (quindi, ad esempio, per i concessionari) e l'omologazione per tutti all'imposta progressiva che, attualmente, grava per i passaggi di proprietà tra privati.



L'imposta, per i soggetti iva, va da un minimo di 151 euro a un massimo di 196 (addizionale fino al 30% in più). E questo sia per l'acquisto di veicoli nuovi o usati da un concessionario o da un salonista. Con la modifica, invece, l'importo dell'ipt salirà in maniera progressiva a secondo dei kw o, per gli autocarri, per la portata. Ad esempio, per un'auto da 70 kw potrebbe passare da 151 (il minimo attuale) a 319 euro. Se si pagava già il 30% in più, il salto è da 196 a 319 euro. A questo, bisogna aggiungere altre tre imposte di bollo, i diritti Dtt, gli emolumenti Pra. L'aumento medio dovrebbe oscillare intorno al 100%. Per gli autocarri, la scoppola è tremenda; ad una portata superiore a 80 q.li l'ipt può arrivare a 841 euro !

Tale manovra, sulla carta, dovrebbe portare nelle casse esauste delle province circa 300 milioni di euro. Chiaramente, questo se le prime iscrizioni e le trascrizioni di passaggi rimanessero sui livelli attuali. Ma ad un mercato dell'auto già in crisi di suo, già tassato a livelli oramai insopportabili, siamo sicuri che la scelta sia azzeccata ? Il federalismo doveva essere a "costo zero" (a ogni imposizione locale deveva essere tolta una imposizione nazionale). Qui di "riequilibrio di risorse" non c'è nulla, c'è solo un ulteriore e pesante aggravio. E soprattutto a favore un ente (la provincia) che tutti a parole dicono di voler abolire. A parole...

(22/04/2011)